Come molti, ho/avevo la mania di andare a correre per respirare un po' di aria sana e tenermi (almeno) in forma..tant'è che parallelamente a questo blog curo saltuariamente anche the
SPORT.ing.SIDE dove scrivo un po' di trail sul carso, di varie corsette e un po' di sport con una preferenza per la corsa in natura.
D'altra parte questo blog tratta invece di cose un po' meno amene e un po' più tecniche...
In passato mi sono occupato nei miei lavori "da ingegnere progettista" anche di Beni Culturali...
1+1 fa... 2 poi anche 2+1 fa 3. Cosa significa?
Significa che corricchiando sull'amato carso monfalconese in un pomeriggio uggioso ed umido mi sono trovato in mezzo alle trincee del
Parco Tematico della Grande Guerra
Qualcuno ne ha mai sentito parlare?
Beh, si tratta di un progetto realizzato dal Comune di Monfalcone per il recupero e la valorizzazione di alcuni siti del Carso
monfalconese, già teatro della Prima guerra mondiale.
L’intervento è stato cofinanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi FESR – Obiettivo 2, banditi dalla Regione Autonoma
Friuli Venezia Giulia.
Il Parco si basa su un percorso di fruizione territoriale che copre un’area di circa due ettari di territorio carsico
suddivisi su tre ambiti tematici:
- Ambito 1 --- Quota 121 (Cima di Pietrarossa)
- Ambito 2 --- Sella di Quota 85 (Quota Enrico Toti) – Trincerone
- Ambito 3 --- Trincea Joffre – Grotta Vergine
Tutti gli ambiti sono individuati da apposita segnaletica e collegati tra loro da una rete di sentieri che, oltre a rendere
fruibile l’area e a metterla in sicurezza, ha dato valore aggiunto alla riqualificazione dell’intera zona. Sul sito
www.museomonfalcone.it trovate anche una cartina con tutto il comprensorio.
Un bel progetto ed un bellissimo sito che merita di essere visitato assolutamente. Sono stati utilizzati tanti soldi (pubblici) per la sua realizzazione e come sempre sono e saranno necessari interventi di manutenzione sia sulle strutture sia per il mantenimento dei manufatti di quasi un secolo fa.
Ed è proprio qui che volevo arrivare, dopo questo lungo incipit.
PROBLEMA 1 - DETERIORAMENTO LIGNEO
Scorrendo quella serie di parapetti lignei, corrimano, assi di legno per la realizzazione/simulazione di ripari, pali di legno atti a reggere cartelli ecc...si nota che anche
dopo pochissimo tempo risultano in parte marci, imbibiti d'acqua/umidità ed attaccati da muschi e licheni; in questa zona infatti, soprattutto nel periodo invernale, è molto facile che si riscontrino queste problematiche, con il conseguente risultato che dopo un po' di tempo si sfascia tutto, i parapetti non sono più sicuri (in quanto marci e scivolosi) ecc.. ecc..
LA SOLUZIONE
La nanotecnologia recentemente sta facendo passi da gigante. Anche nel campo dell'edilizia si sta facendo largo in modo prepotente...non c'è prodotto tradizionale che tenga, vernice o impregnante che sia.
Che ne dite di una soluzione del genere?
Pochi conoscono questi prodotti, economici, facili da usare (basta un semplice pennello) e soprattutto fanno il proprio dovere. Non si tratta di un film, ma semplicemente di un prodotto costituito da
nano-particelle che si aggregano al legno (in questo caso) e lo rendono praticamente inattaccabile dall'acqua (e anche dall'olio) non modificando tra l'altro la traspirabilità del materiale.
PROBLEMA 2 - MUSCHI ED INFILTRAZIONI SU MANUFATTI STORICI (TRINCEE, EDIFICI)
La rocca di Monfalcone ne è l'emblema. Restauro? Si, magari appena fatta la pulizia era bella tirata a lucido...ma in poco tempo essa presenta i tipici segni dovuti all'umidità, crescita di licheni/muschi che la rendono "tigrata"...da vicino non è un bel vedere...
LA SOLUZIONE
Anche in questo caso si possono fare molte cose, come ad esempio salvare quelle povere trincee soggette ad infiltrazioni, freddo, caldo, muschi... insomma anche qui la nanotecnologia ci potrebbe dare una mano; la foto seguente mostra una superficie ruvida/porosa che normalmente assorbe l'acqua; se trattata con un prodotto nanotecnologico ad hoc la superficie non può più assorbire l'acqua (piovana) impedendo così le infiltrazioni.
Questo in foto dunque è l'effetto del prodotto nanotecnologico...come fare? Pennello e olio di gomito (neanche tanto...).
Spesso si parla di
"conservazione" dei Beni Culturali... beh sarebbe il caso che anche ai signori della soprintendenza o a chi fa manutenzione dei siti storici qualcuno spiegasse qualcosina in merito alle nanotecnologie e come ottenere ottimi risultati.
Si risparmierebbero parecchi soldi in manutenzione e soprattutto il risultato sarebbe un ambiente più decoroso da presentare ai turisti che visitano il nostro territorio.