lunedì 22 luglio 2013

CT 81 e chiarimento in merito al pericolo di esplosione

Dall'help del software di TNE (ZEUS), riporto il chiarimento del CT 81 del CEI in merito al pericolo di esplosione quando si effettua la valutazione del rischio fulminazione.

NOTA 1
Il CT 81 del CEI ha fornito il seguente chiarimento (luglio 2013).
“La condizione c) si ritiene comunque soddisfatta se la zona pericolosa si trova all’interno di strutture:
• protette con LPS;
• con struttura portante metallica;
• in c.a. con ferri d’armatura continui;
• in c.a. gettato in opera;
purché gli organi di captazione naturale, impediscano perforazioni o problemi di punto caldo nella zona e gli impianti interni alla zona, se presenti, siano protetti contro le sovratensioni al fine di evitare scariche pericolose”.
In fase di analisi del rischio di una struttura, dunque, è possibile trascurare il pericolo di esplosione nella quasi totalità dei casi. Infatti, per evitare che il fulmine possa colpire direttamente la zona pericolosa, non è richiesto un LPS naturale conforme alla norma CEI EN 62305-3, ma è sufficiente che la struttura abbia uno “scheletro” metallico. Lo “scheletro” metallico può avere forma qualsiasi ed essere anche ricoperto di materiale isolante. Inoltre, non è richiesto un numero minimo di elementi verticali che svolgano la funzione di calata o prescritte eventuali interdistanze minime tra gli elementi stessi.
In definitiva, grazie al chiarimento del CT 81, il pericolo di esplosione va preso in considerazione solo in casi particolari. Ad esempio, se la struttura è realizzata soltanto in muratura oppure con pannelli prefabbricati sovrapposti nei quali i ferri del c.a. non sono stati interconnessi.

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