giovedì 14 marzo 2013

La nanotecnologia come valido aiuto alla conservazione e manutenzione dei beni culturali, storici, architettonici ed archeologici: il caso del Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone

Come molti, ho/avevo la mania di andare a correre per respirare un po' di aria sana e tenermi (almeno) in forma..tant'è che parallelamente a questo blog curo saltuariamente anche the SPORT.ing.SIDE dove scrivo un po' di trail sul carso, di varie corsette e un po' di sport con una preferenza per la corsa in natura.

D'altra parte questo blog tratta invece di cose un po' meno amene e un po' più tecniche...
In passato mi sono occupato nei miei lavori "da ingegnere progettista" anche di Beni Culturali...
1+1 fa... 2 poi anche 2+1 fa 3. Cosa significa?
Significa che corricchiando sull'amato carso monfalconese in un pomeriggio uggioso ed umido mi sono trovato in mezzo alle trincee del Parco Tematico della Grande Guerra
Qualcuno ne ha mai sentito parlare?
Beh, si tratta di un progetto realizzato dal Comune di Monfalcone per il recupero e la valorizzazione di alcuni siti del Carso monfalconese, già teatro della Prima guerra mondiale.

L’intervento è stato cofinanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi FESR – Obiettivo 2, banditi dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il Parco si basa su un percorso di fruizione territoriale che copre un’area di circa due ettari di territorio carsico suddivisi su tre ambiti tematici:
  • Ambito 1 --- Quota 121 (Cima di Pietrarossa)
  • Ambito 2 --- Sella di Quota 85 (Quota Enrico Toti) – Trincerone
  • Ambito 3 --- Trincea Joffre – Grotta Vergine
Tutti gli ambiti sono individuati da apposita segnaletica e collegati tra loro da una rete di sentieri che, oltre a rendere fruibile l’area e a metterla in sicurezza, ha dato valore aggiunto alla riqualificazione dell’intera zona. Sul sito www.museomonfalcone.it trovate anche una cartina con tutto il comprensorio.

Un bel progetto ed un bellissimo sito che merita di essere visitato assolutamente. Sono stati utilizzati tanti soldi (pubblici) per la sua realizzazione e come sempre sono e saranno necessari interventi di manutenzione sia sulle strutture sia per il mantenimento dei manufatti di quasi un secolo fa.

Ed è proprio qui che volevo arrivare, dopo questo lungo incipit.

PROBLEMA 1 - DETERIORAMENTO LIGNEO
Scorrendo quella serie di parapetti lignei, corrimano, assi di legno per la realizzazione/simulazione di ripari, pali di legno atti a reggere cartelli ecc...si nota che anche dopo pochissimo tempo risultano in parte marci, imbibiti d'acqua/umidità ed attaccati da muschi e licheni; in questa zona infatti, soprattutto nel periodo invernale, è molto facile che si riscontrino queste problematiche, con il conseguente risultato che dopo un po' di tempo si sfascia tutto, i parapetti non sono più sicuri (in quanto marci e scivolosi) ecc.. ecc..
LA SOLUZIONE
La nanotecnologia recentemente sta facendo passi da gigante. Anche nel campo dell'edilizia si sta facendo largo in modo prepotente...non c'è prodotto tradizionale che tenga, vernice o impregnante che sia.
Che ne dite di una soluzione del genere?
Pochi conoscono questi prodotti, economici, facili da usare (basta un semplice pennello) e soprattutto fanno il proprio dovere. Non si tratta di un film, ma semplicemente di un prodotto costituito da nano-particelle che si aggregano al legno (in questo caso) e lo rendono praticamente inattaccabile dall'acqua (e anche dall'olio) non modificando tra l'altro la traspirabilità del materiale.

PROBLEMA 2 - MUSCHI ED INFILTRAZIONI SU MANUFATTI STORICI (TRINCEE, EDIFICI)
La rocca di Monfalcone ne è l'emblema. Restauro? Si, magari appena fatta la pulizia era bella tirata a lucido...ma in poco tempo essa presenta i tipici segni dovuti all'umidità, crescita di licheni/muschi che la rendono "tigrata"...da vicino non è un bel vedere...
LA SOLUZIONE
Anche in questo caso si possono fare molte cose, come ad esempio salvare quelle povere trincee soggette ad infiltrazioni, freddo, caldo, muschi... insomma anche qui la nanotecnologia ci potrebbe dare una mano; la  foto seguente mostra una superficie ruvida/porosa che normalmente assorbe l'acqua; se trattata con un prodotto nanotecnologico ad hoc la superficie non può più assorbire l'acqua (piovana) impedendo così le infiltrazioni.
Questo in foto dunque è l'effetto del prodotto nanotecnologico...come fare? Pennello e olio di gomito (neanche tanto...).

Spesso si parla di "conservazione" dei Beni Culturali... beh sarebbe il caso che anche ai signori della soprintendenza o a chi fa manutenzione dei siti storici qualcuno spiegasse qualcosina in merito alle nanotecnologie e come ottenere ottimi risultati.
Si risparmierebbero parecchi soldi in manutenzione e soprattutto il risultato sarebbe un ambiente più decoroso da presentare ai turisti che visitano il nostro territorio.

mercoledì 13 marzo 2013

Protezione contro i fulmini: dal 1° marzo in vigore la CEI EN 62305-2

Finalmente la notizia che da molti mesi si stava aspettando: la parte 2 (valutazione del rischio) della CEI EN 62305 è in vigore dal 1° marzo 2013. Ora non ci sono più dubbi e i tecnici sono solamente in attesa dell'aggiornamento dei software per il calcolo del "rischio fulminazione" per procedere con le nuove valutazioni del rischio.
La deroga per la prima edizione è fino al 1° dicembre 2013 per consentire di terminare i lavori in corso.
Diverse le novità della nuova edizione e molti i dubbi che dovranno essere chiariti dal CT 81 che sarà chiamato da subito a rispondere alle lecite domande di approfondimento, tra cui quelle legate al pericolo di esplosione.

Quindi, le valutazioni fatte con l'edizione precedente devono essere rifatte?
La risposta sta nell'art. 29 comma 3 del DLgs 81/08 laddove viene confermato che è necessario rielaborare la valutazione del rischio. A maggior ragione quindi anche le valutazioni fatte con le "vecchie" CEI 81-1 e 81-4 devono essere rifatte.
A chi spetta? Ovviamente al Datore di Lavoro, che rischia in caso di violazione del suddetto articolo 29 comma 3, un'ammenda da 2.000,00 a 4.000,00 euro (art. 55 comma 3, DLgs 81/08).

giovedì 7 marzo 2013

Regione FVG. Progetto Alterenergy: bando aperto

Progetto Alterenergy - Programma Operativo di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico
Segnalo sul sito della regione FVG il bando aperto per i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti nell'ambito del Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera IPA Adriatico-Progetto Alterenergy. 
Il progetto ALTERENERGY ha come target i piccoli comuni con meno di 10.000 abitanti delle regioni adriatiche per i quali si promuovono azioni per la sostenibili tà energetica. Il Friuli Venezia Giulia è partner di questo progetto. Tale obiettivo sarà attuato attraverso un approccio integrato alla sostenibilità energetica che
comprende misure di efficienza energetica, produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili e miglioramento delle competenze interne in materia di energia e sostenibilità dei soggetti beneficiari.

BANDO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI DOMANDE DI PARTECIPAZIONE
DEI COMUNI DELLE PROVINCE DI UDINE, GORIZIA E TRIESTE
CON POPOLAZIONE COMPLESSIVA INFERIORE AI 10.000 ABITANTI
PER LO SVILUPPO DI MODELLI DI GESTIONE SOSTENIBILE DELL’ENERGIA

La scadenza per le domande è prevista per il 22.03.2013

Link al bando FVG